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Consiglio federale: rinviata apertura completa mercato energia elettrica (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/FERNANDO LLANO

(sda-ats)

Contrariamente a quanto annunciato dal governo nell'autunno 2014 all'avvio della procedura di consultazione, il commercio di elettricità non sarà completamente liberalizzato dal 2018.

Il Consiglio federale ha infatti deciso oggi di posticipare l'apertura completa del mercato dell'energia elettrica. Una nuova data non è stata fissata.

La decisione, spiega l'esecutivo in una nota, è stata presa a causa dei pareri divergenti emersi durante la consultazione. Delle 137 prese di posizione ricevute, 100 sono sì a favore dell'apertura completa del mercato, ma oltre la metà di esse (54) lo è solo a determinate condizioni.

In questi pareri è ad esempio stata sottolineata la necessità di armonizzazione con l'accordo sull'energia elettrica con l'Unione europea, con la Strategia energetica 2050 e con la revisione della Legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl). Vengono inoltre richieste misure collaterali per le energie rinnovabili e la forza idrica, per le quali sarebbero tuttavia necessari emendamenti di legge non possibili con un semplice decreto.

Una minoranza (37 pareri) ha invece espresso parere contrario alla liberalizzazione. Si teme che l'apertura potrebbe mettere in pericolo la svolta energetica o peggiorare la competitività delle aziende elettriche svizzere.

L'apertura del mercato appare comunque ineluttabile: è infatti già prevista dalla attuale LAEl, adottata dalle Camere federali nel marzo 2007. Il Parlamento stabilì allora che il mercato sarebbe stato liberalizzato in due fasi: dal 2009 per i grandi consumatori con un fabbisogno annuo di oltre 100'000 chilowattora di energia elettrica, e cinque anni dopo per tutti gli altri.

Per la completa liberalizzazione è però necessario un decreto federale (soggetto a referendum facoltativo). Con questo strumento si potranno rendere valide le disposizioni della LAEI contenenti i principi dell'apertura completa del mercato e abolire quelle relative alla prima fase.

Malgrado il rinvio, il Consiglio federale rimane dell'opinione che la liberalizzazione completa sia un obiettivo da perseguire. Ha pertanto incaricato il Dipartimento dell'energia (DATEC) "di verificare regolarmente il momento propizio" per agire. Il punto sarà fatto "entro il 2017".

sda-ats

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