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Chelsea Manning

KEYSTONE/AP/PATRICK SEMANSKY

(sda-ats)

Chelsea Manning, l'ex militare dell'esercito americano condannata a 35 anni di prigione per aver passato informazioni segrete a Wikileaks, ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il "bullismo high-tech" dell'esercito.

Lo scrive Manning, che a luglio ha tentato il suicidio, sul suo sito chelseamanning.org lanciando una petizione per sostenere il suo sciopero.

L'esercito, accusa Manning, non le fornisce la terapia ormonale necessaria per completare il suo cambiamento di sesso, iniziato proprio nel carcere. E poi c'è quello che Chelsea chiama il "bullismo high tech": "il costante, intenzionale ed eccessivamente zelante scrutinio" al quale è sottoposta "da parte dei funzionari della prigione e dei militari".

Per questo dalle 12 di ieri Manning ha deciso di "non mangiare ne' bere più, non tagliarsi più i capelli e non seguire più certe regole fino a che non mi saranno concessi livelli minimi di dignità come essere umano". "Ho bisogno di aiuto. E non lo sto ricevendo. Ho chiesto aiuto, ma non mi è stato dato", scrive Chelsea nel suo appello.

sda-ats

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