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Sulla questione dei gay la chiesa anglicana rischia la scissione

KEYSTONE/EPA/STEFAN ZAKLIN

(sda-ats)

Nuove fratture in vista per la Chiesa d'Inghilterra, simbolo nazionale del cristianesimo guidato dalla regina in Gran Bretagna e in varie ex colonie, che secondo l'Observer rischia addirittura lo scisma sulla controversa questione dei rapporto con i gay.

Ad agitare le acque è arrivata una lettera di aperta critica alle cautele dell'attuale gerarchia sottoscritta da 14 vescovi anglicani a riposo. Malgrado gli impegni alla tolleranza, il mondo Lgbt "non ha un'autentica voce" nella comunità ecclesiale ufficiale, denunciano gli anziani presuli 'progressisti'.

Molti fedeli omosessuali "si sentono traditi", aggiunge uno dei firmatari citato dal giornale liberal, l'ex vescovo di Worcester. L'intervento arriva dopo un sinodo generale concluso da un rapporto nel quale si ribadisce l'apertura al "dialogo" con le persone gay, ma si difende anche la dottrina cristiana consolidata sul matrimonio: visto come esclusiva "unione fra uomo e donna" e come vincolo che vale "per tutta la vita".

Sui contrasti pesano le differenze - culturali e dottrinali - fra le sensibilità 'politically correct' prevalenti nel Regno - come in altri Paesi 'ricchi' e secolarizzati - e quelle più tradizionali di comunità emergenti dei Paesi in via di sviluppo: dove la pratica religiosa è assai meno in crisi.

SDA-ATS