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La destra borghese nel Consiglio nazionale ha fatto in parte marcia indietro

Keystone/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

La maggioranza borghese del Consiglio nazionale ha abbandonato diverse sue rivendicazioni nell'approvare oggi le proposte della conferenza di conciliazione in merito al Programma di legislatura 2015-2019.

A prevalere è stata la versione fin qui difesa dagli Stati, che si esprimeranno domani.

Il programma di legislatura è una sorta di agenda politica del Consiglio federale e contempla 6 obiettivi e 60 misure concrete. Il Parlamento ha animatamente discusso sulle correzioni da apportare a questa tabella di marcia. Il Nazionale ha proposto una "virata a destra" sempre però respinta dagli Stati che alla fine sono riusciti ad imporsi in conciliazione.

La maggioranza borghese ha così dovuto rinunciare a cancellare dal programma la revisione della legge sulla parità uomo-donna e la revisione del diritto delle società anonime. Bocciata pure la proposta della sinistra di non inserire i provvedimenti per arginare la crescita dei costi del personale federale.

Diversamente da quanto auspicato in precedenza, il Nazionale ha anche dovuto rinunciare a chiedere al Consiglio federale di dotare l'assicurazione vecchiaia e superstiti di un apposito meccanismo di intervento per garantire il finanziamento dell'AVS a lungo termine. Pure abbandonati il tasso unico dell'IVA e la strategia per il mantenimento di un'industria competitiva.

Non ha fatto breccia neppure la richiesta iniziale della Camera del popolo affinché la Svizzera partecipi attivamente ai forum internazionali sulle questioni finanziarie e fiscali per evitare di subire svantaggi concorrenziali. "No" pure al piano globale di riesame di compiti, alla serie di provvedimenti di deregolamentazione e al rapporto sulle spese della Confederazione.

Diverse richieste del Parlamento sono comunque state inserite nel programma. Il Consiglio federale non dovrà ad esempio accontentarsi del programma di risparmi di un miliardo di franchi all'anno previsto per il periodo 2017-2019. Dovrà tagliare ulteriori 500 milioni all'anno.

Nel documento è pure stata aggiunta la riforma dell'imposta preventiva. I progetti con grosse conseguenze per il mondo economico dovranno da parte loro essere sottoposti a un'analisi di impatto.

Il Parlamento ha inoltre precisato che la Svizzera si impegna, a livello internazionale, in favore di un'applicazione sistematica degli accordi di Schengen/Dublino e di una politica equa in merito alla ripartizione dei richiedenti asilo con gli altri Stati.

La Svizzera deve poi mobilitarsi attivamente in favore della stabilità internazionale, ma nel contempo preservare la sua indipendenza e la sua neutralità. Quanto alla politica agricola, essa dovrebbe mettere l'accento sulla promozione di prodotti svizzeri, la sostenibilità e lo sviluppo imprenditoriale delle aziende.

sda-ats

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