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Le trasformazioni e le ricostruzioni di alberghi situati fuori dalle zone edificabili saranno facilitate. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, con 126 voti contro 54, una mozione in tal senso del Consiglio degli Stati.

"La vita è dura per le imprese turistiche ubicate fuori dalle zone edificabili. Il fenomeno colpisce in particolare le Alpi, dove il numero di pernottamenti è diminuito del 20% dal 1990", ha dichiarato Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.

La trasformazione e/o la ricostruzione può permettere di soddisfare le crescenti esigenze della clientela. Le norme concernono soprattutto gli alberghi, ma anche gli impianti di risalita e i ristoranti di montagna devono poter svilupparsi e riorientare le loro attività.

Solo strutture esistenti beneficiano di questa nuova flessibilità, che riguarda unicamente un numero limitato di aziende. Secondo la maggioranza, le nuove disposizioni potranno essere attuate senza attendere la prossima revisione della legge sulla pianificazione del territorio, che non entrerà in vigore prima del 2019.

La sinistra ha invano combattuto l'atto parlamentare ritenendolo pregiudizievole per la natura. L'allentamento proposto nuocerà alla qualità del paesaggio, malgrado questo sia una qualità indiscussa per il turismo, ha sostenuto Silva Semadeni (PS/GR). Approvare la mozione significa autorizzare una dispersione delle costruzioni nel territorio, ciò viola il principio della separazione tra zone costruibili e no, ha sostenuto, invano la grigionese.

sda-ats

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