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L'edificio dell'ONU, risalente agli anni 1930, deve essere rinnovato ed ampliato perché non corrisponde più agli standard energetici e di sicurezza, né alle condizioni di lavoro attuali (foto d'archivio).

Keystone/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Un prestito di 483,5 milioni di franchi per la Ginevra internazionale. Il Consiglio nazionale ha deciso oggi di concedere questa somma alla Fondazione per gli immobili delle organizzazioni internazionali (FIPOI).

Questa gestirà i lavori previsti per le sedi delle Nazioni Unite, dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Il dossier passa ora agli Stati.

L'edificio dell'ONU, risalente agli anni 1930, deve essere rinnovato ed ampliato perché non corrisponde più agli standard energetici e di sicurezza, né alle condizioni di lavoro attuali. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo stabile accanto all'immobile attuale.

Il costo totale del progetto è stimato in 836,5 milioni di franchi, di cui un po' meno della metà è sostenuto dalla Confederazione. Il Consiglio federale propone al Parlamento di stanziare 292 milioni, mentre il canton Ginevra presterà 108 milioni. I lavori dovrebbero cominciare nel 2017 e terminare nel 2023.

Per quanto riguarda la sede dell'OMS, il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio che sostituirà gli attuali locali prefabbricati nei quali lavora una parte dei collaboratori. I costi globali ammontano a 140 milioni di franchi. Berna dovrebbe avanzare 74,6 milioni e Ginevra 29,6 milioni, ovvero circa due terzi dei costi. In questo caso, i lavori inizieranno nel marzo del 2017 e si concluderanno nel 2020.

Infine, l'OIL intende risanare la sua sede, risalente alla fine degli anni 1960 e che accoglie attualmente 1'400 persone. I locali non corrispondono più agli standard energetici e di sicurezza, né alle esigenze dell'Organizzazione che ha bisogno di nuovi spazi di lavoro. Inoltre, l'immobile deve essere liberato dalla presenza di amianto.

sda-ats

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