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Il Palazzo Federale a Berna (foto d'archivio).

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

È in pieno svolgimento al Consiglio nazionale il dibattito particolareggiato sul progetto di legge volto ad applicare l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa approvata dal popolo nel 2014.

In precedenza, il plenum ha respinto (125 voti a 68) una richiesta di rinvio in commissione presentata dal capogruppo democentrista Adrian Amstutz (BE).

Per il Consigliere nazionale bernese, il progetto elaborato dalla commissione delle istituzioni politiche rappresenta una "violazione mai vista prima della Costituzione federale" e "il funerale della democrazia diretta".

Il progetto della commissione, che non contiene né tetti massimi né contingenti per i lavoratori stranieri, frontalieri compresi, "è vuoto come questa Coca-Cola light", ha aggiunto Amstutz brandendo una bottiglia vuota della nota bevanda; insomma è "pura aria fritta".

Per gli altri partiti, di governo e no, il progetto della commissione si pone due obiettivi: pilotare l'immigrazione nel rispetto della libera circolazione delle persone con l'Ue e preservare gli accordi bilaterali I con Bruxelles essenziali per la nostra prosperità.

Per PPD, PBD, PLR, Verdi, Verdi liberali e socialisti, non è la prima volta che una legge di applicazione non rispecchia pienamente un articolo costituzionale votato dal popolo, come dimostra l'applicazione dell'iniziativa sulle Alpi, di quella sull'espulsione dei criminali stranieri per non parlare dell'iniziativa Weber sulla costruzione di abitazioni secondarie.

Per i relatori della commissione Cesla Amarelle (PS/VD) e Kurt Fluri (PLR/SO), il progetto della commissione è un compromesso che consente di rispettare gli impegni internazionali della Confederazione (leggi: accordi bilaterali) dando nel contempo al Consiglio federale gli strumenti per pilotare l'immigrazione.

Oltre a ciò, una soluzione che rispetti l'intesa sulla libera circolazione con Bruxelles permetterà alla Svizzera di ratificare l'accordo con la Croazia che estende a Zagabria questo importante principio dell'Ue e consentirà la piena partecipazione elvetica al programma di ricerca europeo Orizzonte 2020.

Argomenti simili sono stati sviluppati dai portavoce degli altri gruppi parlamentari, secondo i quali è essenziale adottare una soluzione che preservi gli accordi bilaterali I in toto, importanti per il benessere del Paese.

La Svizzera, è stato ripetuto più volte in aula, ha bisogno finalmente di sicurezza giuridica e stabilità delle relazioni col suo principale partner economico. L'applicazione letterale dell'iniziativa UDC è contraria alla libera circolazione e quindi inaccettabile. Se cade la libera circolazione, cadono tutti i bilaterali I con conseguenze gravi a livello economico per l'intero Paese.

Per il consigliere nazionale Marco Romano (TI/PPD), il progetto della commissione riesce a coniugare i vari interessi in gioco, è pragmatico e tiene conto del federalismo. Insomma, con questo progetto si dimostra "che la quadratura del cerchio è possibile".

sda-ats

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