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Nell'ambito delle procedure di notifica previste dalla legge sull'imposta preventiva, i grandi gruppi otterranno agevolazioni in maniera retroattiva. Con 122 voti contro 64, il Consiglio nazionale ha eliminato oggi le ultime divergenze che l'opponevano agli Stati.

L'applicazione di questa nuova regolamentazione era stata chiesta da Urs Gasche (PBD/BE) tramite una iniziativa parlamentare. L'oggetto è pronto per la votazioni finali.

Il testo riguarda circa 70 mila imprese sulle 400 mila sottoposte all'imposta preventiva. Queste, in particolare le filiali di un gruppo, possono, invece di versare l'imposta preventiva, notificare all'amministrazione federale delle contribuzioni il pagamento di dividendi al loro interno.

La divergenza eliminata oggi riguardava le sanzioni da infliggere alle aziende che non rispettano il termine di dichiarazione fissato a 30 giorni. A queste, oltre agli interessi di mora, può attualmente essere inflitta anche una sanzione penale.

Per la maggioranza le conseguenze finanziarie dei ritardi sono del tutto sproporzionate. Solo nel 2013, le multe e gli interessi di mora hanno fruttato all'erario federale 323 milioni.

La revisione delle legge sull'imposta preventiva dovrebbe eliminare questo contrattempo. I ritardatari dovrebbero tutt'al più versare una multa di 5 mila franchi al massimo. Questa nuova disposizione avrà un effetto retroattivo di cinque anni e costerà alla Confederazione 600 milioni di franchi.

sda-ats

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