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Lo studio televisivo della SSR a Zurigo (foto d'archivio).

Keystone/WALTER BIERI

(sda-ats)

Il Consiglio Nazionale ha accettato due postulati della destra, che incaricano in particolare il governo a presentare in un rapporto delle varianti budgetarie concernenti la SSR nonché di fare un'analisi sulla sua offerta.

La Camera del popolo non intende però toccare la sua forma giuridica.

L'azienda radiotelevisiva di servizio pubblico è diventata un'impresa a scopo di lucro, che ottiene risultati positivi, in primis grazie all'aumento delle persone che pagano il canone. È inoltre in concorrenza con le emittenti private, svizzere e straniere, hanno sostenuto oggi in aula Thomas Aeschi (UDC/ZG) e Gregor Rutz (UDC/ZH).

Il primo ha quindi reclamato in una mozione di trasformare la SSR puramente e semplicemente in una società anonima. Il secondo ha chiesto, tramite un postulato, che il Consiglio federale studi questa eventualità in un rapporto.

La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) è un'associazione di diritto privato, ha sottolineato la ministra delle comunicazioni Doris Leuthard. Non compete al Consiglio federale o al legislatore trasformarla in una società anonima, ma tocca alla SSR stessa decidere la sua forma giuridica. I due testi sono quindi stati respinti.

Sussidiarietà

Il consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha invece avuto maggiore successo con il suo postulato che chiede al governo un'analisi secondo il principio della sussidiarietà. Il suo atto parlamentare è stato accolto con 93 voti contro 92 e 10 astenuti, con il voto decisivo della presidente Christa Markwalder (PLR/BE).

Secondo il liberale-radicale bernese, la SSR dovrebbe essere attiva "solo laddove non è presente un'offerta corrispondente dei media privati". Inoltre, la piattaforma online della SSR dovrebbe fungere esclusivamente da video-audioteca. Questi aspetti dovranno essere analizzati nel prossimo rapporto sul servizio pubblico.

Il Nazionale ha poi accettato - con 98 voti contro 89 e 7 astenuti - un altro postulato di Natalie Rickli (UDC/ZH). La democentrista zurighese invita il Consiglio federale a presentare quattro varianti di budget dell'azienda radiotelevisiva di servizio pubblico, in funzione degli introiti provenienti dal canone. Secondo la Rickli, lo Stato deve chiedersi se la SSR non possa fornire le prestazioni obbligatorie con meno soldi.

Dibattito rinviato

Il rapporto sul servizio pubblico presentato recentemente dal Consiglio federale invita principalmente la SSR a riformarsi adattandosi alla rivoluzione digitale. Al Nazionale, la destra non intende limitarsi allo status quo, come vuole il Consiglio federale.

La commissione, incaricata dal dossier, ha rinviato il dibattito nel plenum alla prossima primavera. Entro quella data, il governo dovrà pubblicare un nuovo rapporto, visto che diversi interventi sono pendenti.

Il Consiglio degli Stati si occuperà invece del servizio pubblico radiotelevisivo il prossimo 26 settembre. La sua commissione preparatoria, contrariamente a quella del Nazionale, non vuole obbligare il Consiglio federale a rivedere il suo rapporto. Ha per questo sospeso l'esame delle proposte parlamentari che lo riguardavano.

sda-ats

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