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Un barcone con a bordo centinaia di migranti viene soccorso da operatori italiani nel Mar Mediterraneo (foto simbolica d'archivio).

Keystone/AP/EMILIO MORENATTI

(sda-ats)

Le tragedie nel Mediterraneo potranno essere evitate soltanto se si agisce alle radici del problema, ovvero in territorio libico. Il Nazionale ha adottato oggi, con 130 voti contro 37 e 27 astenuti, una mozione in questo senso.

Il testo di Andreas Aebi (UDC/BE) chiede al governo di impegnarsi presso le Nazioni Unite in favore di una zona demilitarizzata che accoglierebbe i rifugiati sulle coste della Libia.

Esso precisa che la zona in questione sarebbe controllata dall'ONU e dovrebbe essere un luogo sicuro per i migranti che rinunciano a una traversata sui barconi o per coloro che vengono raccolti sulle imbarcazioni. Questi rifugiati potranno così ricevere aiuto sul posto, ha sottolineato Aebi, ottenendo il consenso di una maggioranza borghese.

Il democentrista bernese ha tentato di convincere anche il ministro degli esteri Didier Burkhalter, suggerendogli di mettersi nei panni dei migranti. Dal canto suo, il consigliere federale ha ricordato che Berna non può sostenere davanti alle Nazioni Unite un'ingerenza negli affari di un altro Stato. Nonostante la situazione "drammatica" in Libia, il Paese dispone pur sempre della sua sovranità territoriale, ha aggiunto.

Secondo Burkhalter, non si può nemmeno obbligare le persone decise a raggiungere l'Europa a restare lungo le coste libiche. Inoltre, riportare i barconi di migranti il più presto possibile verso la Libia significherebbe respingere dei rifugiati verso uno Stato considerato poco sicuro, ciò che non sarebbe applicabile a livello giuridico, ha sottolineato invano il consigliere federale.

Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.

sda-ats

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