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Il Codice civile svizzero non necessita di un rafforzamento per quel che riguarda la protezione dei minorenni. È quanto ha deciso questa mattina il Consiglio nazionale, con 96 voti contro 88 e 2 astenuti. Il dossier passa agli Stati.

Attualmente la disciplina in materia prevede che gli specialisti che hanno regolarmente contatti con i minorenni sono tenuti ad avvisare le autorità se hanno il sospetto che il bene dei bambini sia in pericolo.

Tuttavia, questo obbligo riguarda solamente coloro che esercitano un'attività ufficiale. Nella proposta di modifica si sottolinea che anche altre categorie professionali, non di diritto pubblico, si rendono spesso conto già in fase precoce di un pericolo per il minore.

Proprio per questo motivo il disegno vuole estendere l'obbligo di avvisare le autorità a tutti gli specialisti che hanno regolari contatti professionali con minori.

"Lo scopo di questa revisione del codice civile è meglio proteggere i bambini dagli abusi, oltre che unificare le pratiche a livello nazionale", ha spiegato Philippe Bauer (PLR/NE), a nome della commissione.

UDC e PLR hanno sostenuto in aula che il diritto attualmente in vigore è sufficiente. Molti cantoni hanno inoltre già legiferato, e unificare la prassi a livello nazionale non aiuterebbe i minori, specialmente con una disposizione meno incisiva di alcune esistenti a livello cantonale.

"È illusorio credere che si possa evitare ogni tipo di maltrattamento", ha affermato Yves Nidegger (UDC/GE). Secondo il deputato, il progetto farebbe semplicemente aumentare le false denunce.

Sinistra, PPD, PBD e Verdi liberali avrebbero invece voluto inasprire le norme. "I casi di abusi non sono un fenomeno isolato, riguardano fra il 10% e il 15% dei bambini", ha ricordato Lisa Mazzone (Verdi/GE). "Il progetto è moderato e permetterà di individuare i maltrattamenti meno visibili", ha vanamente aggiunto Viola Amherd (PPD/VS).

Nei casi di segreto professionale il progetto non prevede alcun obbligo, ma solamente il diritto di avvisare l'autorità competente. "Relativizzando il valore del segreto professionale questa proposta di revisione potrebbe risultare controproducente: si romperebbe infatti la fiducia fra paziente e professionista", ha affermato Thierry Burkart (PLR/AG).

sda-ats

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