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Consiglio nazionale: Previdenza 2020, approvata entrata in materia (foto simbolica)

Keystone/AP dapd/Oliver Lang

(sda-ats)

Il progetto Previdenza per la vecchiaia 2020 è necessario e va trattato in un unico "pacchetto".

Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvandone - tacitamente - l'entrata in materia e bocciando - con 129 voti contro 54 e 10 astenuti - una proposta dell'UDC di scindere in tre la riforma e rinviare parte del dossier al Consiglio federale.

Secondo Thomas Aeschi (UDC/ZG) bisognerebbe prima trattare l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne e l'aumento dell'IVA di 0,3 punti. Gli altri aspetti - riduzione del tasso di conversione e innalzamento della pensione a 67 anni - andrebbero rinviati a più tardi.

"Per l'UDC il progetto nel suo insieme non è ancora maturo. La migliore soluzione sarebbe quindi separarlo e trattare prima i punti meno contestati", ha spiegato Sebastian Frehner (UDC/BS). Non vogliamo affossarlo ma crediamo che un progetto sovradimensionato sarà difficilmente accettabile per la popolazione, ha aggiunto.

Secondo Christine Häsler (Verdi/BE) è invece vero il contrario: "separando il progetto in più parti si mette in pericolo la stabilità dell'intero edificio". Anche per Thomas Weibel (PVL/ZH), che si è espresso a nome della commissione, la proposta di dividere il progetto e di rinviare le discussioni non è opportuna.

A fine 2017, ha spiegato Weibel, scadrà infatti il temporaneo aumento - in vigore del 2011 - delle aliquote dell'IVA destinate al risanamento dell'assicurazione invalidità (AI). Il progetto Previdenza 2020 prevede di rendere definitivo questo aumento delle aliquote e di destinare il provento all'AVS.

Orbene, per evitare che l'IVA venga ridotta nel 2018 per poi essere nuovamente aumentata successivamente occorre procedere speditamente e terminare i lavori parlamentari entro la prossima estate in modo che il popolo possa esprimersi il 24 settembre 2017, ha sostenuto Weibel invitando, con successo, i colleghi a bocciare la proposta di Aeschi.

I dibattiti proseguono con le deliberazioni di dettaglio. La camera dovrà in particolare approvare la riduzione del tasso di conversione applicato agli averi del Secondo pilastro dal 6,8% al 6%. Per compensare la diminuzione delle rendite che tale abbassamento comporterebbe sono previste tutta una serie di misure.

Per mantenere la rendita su livelli comparabili, la maggioranza della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) propone così che chi, all'entrata in vigore della riforma nel 2018, avrà compiuto 50 anni riceva le medesime prestazioni previste dal diritto vigente.

Per tutti gli altri sono previsti provvedimenti per aumentare il capitale LPP. Il processo di risparmio dovrebbe ad esempio essere anticipato al 18esimo anno di età e le aliquote per gli accrediti di vecchiaia aumentate fra i 25 e i 44 anni. Queste non dovrebbero invece più crescere dopo i 45 anni così da rendere più attrattivi i lavoratori "anziani" sul mercato del lavoro.

Pure prevista una riduzione della deduzione di coordinamento e la sua modulazione in base al grado di occupazione. Chi lavora a tempo parziale dovrebbe così ricevere una rendita più alta. Tali misure dovrebbero avvantaggiare soprattutto le donne.

Per mitigare gli effetti della riduzione del tasso di conversione, il Consiglio degli Stati ha proposto anche di aumentare le rendite AVS di 70 franchi. La CSSS-N, desiderosa di non mescolare primo e secondo pilastro, è però contraria.

Altra proposta della CSSS-N che farà molto discutere: la possibilità di aumentare a 67 anni l'età di pensionamento dopo il 2030 qualora la copertura del Fondo AVS dovesse scendere sotto l'80%.

La camera dovrà poi esprimersi sull'aumento dell'IVA che la commissione vorrebbe limitare a 0,6 punti percentuali. Gli Stati vorrebbero un incremento più importante, ma in ogni caso inferiore all'1,5% chiesto nel progetto del Consiglio federale. L'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne pare invece già acquisito.

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SDA-ATS