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La regolarizzazione dei sans-papiers, decisa recentemente dal canton Ginevra, non costituisce un nuovo diritto di soggiorno (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

La regolarizzazione dei sans-papiers, decisa recentemente dal canton Ginevra, non costituisce un nuovo diritto di soggiorno.

È quanto ha risposto oggi il Consiglio federale a due quesiti sul tema di UDC e Mouvement citoyen genevois (MCG) durante l'"ora delle domande" al Nazionale. Un rafforzamento dei controlli dovrebbe permettere di lottare contro il lavoro nero.

La decisione di regolarizzare entro i prossimi due anni migliaia di sans-papiers, nell'ambito del progetto "Papyrus", non è nuova. Si basa su criteri previsti dalla legge per casi individuali, ha ricordato il governo rispondendo alle domande dei consiglieri nazionali Céline Amaudruz (UDC/GE) e Roger Golay (MCG/GE).

Accordare un'autorizzazione di soggiorno a un migrante clandestino non ha nulla a che vedere con il fatto che quest'ultimo lavori illegalmente in Svizzera. Se riceve tale autorizzazione è perché la sua situazione rappresenta un cosiddetto "caso di rigore" a causa della durata del soggiorno in Svizzera, della sua integrazione professionale o ancora dell'età e della scolarizzazione dei suoi bambini", ha spiegato il Consiglio federale.

Al fine di lottare contro il lavoro nero, l'operazione Papyrus comprende un rafforzamento dei controlli, nonché un dispositivo di inserimento che dovrebbe permettere di stabilizzare la situazione delle persone coinvolte nel progetto. Le autorità cantonali sono in ogni caso tenute a garantire il rinvio delle persone che non soddisfano le condizioni di una regolarizzazione.

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) seguirà il programma da vicino. Al momento non v'è alcun progetto simile previsto in altri cantoni, ha precisato il governo.

SDA-ATS