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Interrogativi sulle pratiche di Pepsi e Coca Cola.

KEYSTONE/AP/MARK LENNIHAN

(sda-ats)

Negli ultimi anni Coca Cola e Pepsi hanno fatto donazioni per milioni di dollari a gruppi e associazioni che si occupano di salute pubblica, e in diversi casi questo ha coinciso con il ritiro del supporto a politiche per la tassazione delle bevande gassate.

Lo afferma uno studio pubblicato dall'American Journal of Preventative Medicine, che ha trovato solo negli Usa elargizioni a 96 gruppi.

L'indagine è stata condotta da Michael Siegel, a professor at the Boston University school of public health attraverso una serie di database pubblici, comunicati stampa, notizie sui media e articoli scientifici che riportavano le fonti di finanziamento. Tra i gruppi che hanno ricevuto fondi ci sono la American Heart Association, la American Diabetes Association ma anche i Centers for Disease Control and Prevention e persino Save the Children, citata fra gli esempi principali. "Save the Children era un gruppo che promuoveva la tassazione sulle bibite gassate - scrivono gli autori -, ma lo sforzo è stato ritirato nel 2010 dopo aver ricevuto 5 milioni di dollari dalle due aziende nel 2009".

L'Ong, riporta il New York Times, ha negato che ci sia una correlazione tra il supporto dalle aziende e il cambiamento di opinione. Un altro gruppo citato dall'articolo è la Academy of Nutrition and Dietetics, che non ha mai supportato le tasse sulle bibite e ha ricevuto 525mila dollari in donazioni dalla Coca Cola nel 2012. Per le aziende ha risposto la American Beverage Association. "Crediamo che le nostre azioni nelle comunità e sul mercato stiano contribuendo ad affrontare la complessa sfida dell'obesità - scrive -. Difendiamo il nostro diritto di essere partner delle organizzazioni che rafforzano le nostre comunità".

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SDA-ATS