BOGOTÀ - Uno dei narcotrafficanti più ricercati della Colombia è morto per le ferite riportate in un bombardamento compiuto dalle forze dell'ordine a Natale in una zona rurale del dipartimento di Meta (sud del Paese). Lo ha riferito oggi il presidente Juan Manuel Santos.
Pedro Oliveiro Guerrero detto "Cuchillo" (coltello), seppur ferito durante il bombardamento, è riuscito in un primo tempo a fuggire. Il suo cadavere è stato trovato ieri e oggi, attraverso le impronte digitali, è stata accertata la sua identità, ha riferito il presidente Santos in una conferenza stampa.
Al 40enne leader di un gruppo di paramilitari di destra sono attribuiti almeno 3000 omicidi, e sulla sua testa pendeva una taglia di 2,5 milioni di dollari. "È stato abbattuto l'assassino per eccellenza", ha affermato il capo dello Stato. "È stato trovato anche il coltello con cui sgozzava le sue vittime", ha aggiunto Santos, sottolineando che "è un buon modo per concludere l'anno".
Il 24 dicembre, nell'ambito di un'operazione congiunta tra forze della polizia e dell'esercito, oltre 500 uomini hanno effettuato una minuziosa perlustrazione di una zona rurale di Puerto Elvira, riuscendo a catturare sette uomini dell'esercito personale di Guerrero. Il giorno dopo è stato effettuato il bombardamento che è costato la vita al narcoboss.
Cuchillo aveva fatto parte di un gruppo paramilitare di ultradestra, smobilitato nel 2006. Successivamente, però, è entrato nelle file di un altro gruppo, denominato Esercito Rivoluzionario Popolare Antiterroristico della Colombia (ERPAC), di cui è poi divenuto il leader, dedicandosi soprattutto al narcotraffico e ai sequestri e scontrandosi in tale settore con i guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).

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