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Si vota anche al consolato colombiano di Barcellona

KEYSTONE/EPA EFE/TONI ALBIR

(sda-ats)

Urne aperte oggi in Colombia dove circa 17 milioni di elettori sono chiamati a pronunciarsi sull'accordo di pace tra il governo di Bogotà e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc).

L'accordo mette fine a 52 anni di guerra civile, la più lunga del secondo dopoguerra, che ha causato circa 220mila morti, 45mila dispersi e più di 7 milioni di sfollati.

I giudici della Corte costituzionale hanno fissato al 13% (circa 4,4 milioni di voti) il quorum necessario al "sì" per essere costituzionalmente riconosciuto oltre ovviamente a dover rappresentare la maggioranza dei voti rispetto al "no". Quindi almeno 4,5 milioni dovranno esprimere il proprio favore all'accordo e superare ovviamente il numero dei voti contrari.

I sondaggi indicano che la maggioranza dei colombiani voterà a favore, sebbene vi sia un nutrito fronte del no guidato dall'ex presidente Alvaro Uribe. Alcuni contestano il fatto che ai ribelli delle Farc sia stato garantito l'accesso al Parlamento (per due mandati consecutivi, fino al 2022), senza aver pagato per i crimini commessi in tempi di guerra.

Lunedì scorso a Cartagena de Indias, in Colombia, si è tenuta la cerimonia ufficiale per siglare lo storico accordo, concordato il 24 agosto all'Avana alla presenza di 2.500 persone, tra cui il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il segretario di Stato americano John Kerry e il presidente cubano Raul Castro.

I due firmatari dell'intesa, il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il leader delle Farc Timoleon Jimenez, meglio conosciuto come Timochenko, figurano tra i favoriti per l'assegnazione del premio Nobel per la Pace 2016 che verrà conferito venerdì 7 ottobre.

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SDA-ATS