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Latitante, si fa scoprire su Facebook, dove s'era iscritta sotto falso nome, e finisce in carcere.

Si è conclusa così la fuga di una nigeriana di 36 anni, accusata di sfruttamento della prostituzione e fuggita in Germania dopo essersi sottratta alla misura dell'obbligo di dimora a Favaro Veneto.

I carabinieri di Mestre le hanno notificato l'arresto all'aeroporto di Fiumicino, appena giunta dalla Germania dove era stata rintracciata. La donna era ricercata in tutta Europa dopo essersi sottratta all'esecuzione di una misura cautelare emessa dal Tribunale di Cagliari che l'accusava di essere la tenutaria di una rete criminale finalizzata alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di giovani di colore.

L'indagata, dopo l'arresto, era stata appunto ammessa alla misura dell'obbligo di dimora a Favaro Veneto, ospitata in casa di connazionali, sotto la vigilanza dei carabinieri dai quali era però fuggita andando all'estero. Ma è stata rintracciata su Facebook, dove la donna, con falsa identità, aveva aperto un profilo, consentendo così ai carabinieri di localizzarla a Berlino.

Informati i colleghi tedeschi, la nigeriana è stata fermata ed estradata in Italia dove è stata presa in consegna dalla polizia di frontiera che l'ha portata in carcere.

sda-ats

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