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La consigliera nazionale Rosmarie Quadranti (PBD/ZH), autrice dell'interpellanza.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Il Consiglio federale sostiene i programmi di formazione degli imam in Svizzera, visto il ruolo che possono svolgere nel processo di integrazione degli stranieri: il governo ritiene però che la questione sia di competenza dei Cantoni.

Rispondendo a un'interpellanza della consigliera nazionale Rosmarie Quadranti (PBD/ZH), l'esecutivo giudica opportuna la messa in opera di programmi istituzionalizzati di perfezionamento e appoggia la creazione presso l'Università di Friburgo del cosiddetto Centro Svizzero Islam e Società (CSIS), che sarà ufficialmente inaugurato il 13 giugno.

Il Consiglio federale, ricordando che la regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa rientra nelle competenze cantonali, ritiene peraltro che il diritto attuale offra sufficienti strumenti per contrastare i predicatori islamici estremisti, visto che l'incitazione al razzismo e alla violenza sono reati penali.

Qualsiasi appoggio a organizzazioni terroristiche come al Qaida è sanzionato dalla legge e in caso di minaccia alla sicurezza, afferma il governo, l'Ufficio federale di polizia può emanare nei confronti dei predicatori stranieri un decreto di espulsione o un divieto di entrata in Svizzera.

sda-ats

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