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Il Consiglio federale intende mettere un freno ai costi delle telefonate all'estero, gravate dal cosiddetto roaming, ma i consumatori e quasi tutti i partiti non vogliono saperne.

È quanto emerge dalla consultazione sulla revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC).

Nell'Unione Europea il "roaming" verrà completamente abolito il 15 giugno 2017; in Svizzera invece la questione torna regolarmente in discussione al parlamento. Per questo servizio i grandi operatori di telefonia continuano a incassare circa 800 milioni di franchi l'anno stando a cifre fornite dall'Ufficio federale della comunicazione (UFCOM) relative al 2013.

Al centro della revisione della legge vi è una disposizione che permette al Consiglio federale di impedire prezzi al dettaglio eccessivamente elevati incoraggiando la concorrenza. Eventuali limiti massimi di prezzo potranno essere fissati nel quadro di accordi internazionali. Altra misura: gli operatori elvetici potrebbero essere obbligati a offrire alla loro clientela all'estero la possibilità di rivolgersi ad altri fornitori.

La revisione della LTC non si concentra comunque solo sul "roaming", ma mira ad aggiornare la legge all'evoluzione tecnologica. Il progetto preliminare contiene ad esempio misure volte a contrastare più efficacemente il telemarketing indesiderato.

Tutto questo arsenale giuridico va nella buona direzione, secondo la Federazione romanda dei consumatori, che si rammarico del fatto che non siano previste misure concrete. Le norme - si afferma - dovrebbero essere vincolanti e non essere lasciate al buon volere dell'UFCOM: l'attuale situazione perdurerebbe, in attesa di un ipotetico accordo bilaterale con l'UE sulla questione del tetto tariffale. L'organizzazione chiede anche che chi effettua la telefonata paghi sulla base di ciò che consuma, prevedendo inoltre la possibilità di intervenire se le tariffe risultano eccessive.

Per Swisscom tutto il progetto governativo è inutile: le tariffe sono in diminuzione da anni e sono sottoposte a una crescente concorrenza derivante da offerte quali le applicazioni Skype o WhatsApp. Nelle telefonate all'estero Swisscom assicura che l'erosione dei prezzi nel 2015 ha pesato per oltre 100 milioni di franchi.

Questi punti di vista sono condivisi in gran parte dai partiti, come il PLR, secondo cui il governo tenta di rispondere alle preoccupazioni dei gruppi di interesse invece di definire chiaramente obiettivi e direzione. Il PLR non vuole che il Consiglio federale possa fissare modalità di fatturazione e tetti di prezzo al posto degli operatori di telefonia.

Stessa tonalità da parte dell'UDC che parla di interventismo e dirigismo statale: la tariffe vantaggiose non devono costituire l'unico obiettivo della revisione; bisogna anche pensare a mettere al sicuro gli investimenti per poter beneficiare di una rete a banda larga. Anche il PPD respinge il tetto ai prezzi, ma chiede che gli operatori trovino accordi migliori con i loro partner esteri, in modo da far diminuire drasticamente le spese del "roaming" per gli utilizzatori fuori dalla Svizzera.

Il PS teme che il progetto governativo vada a compromettere la libera concorrenza e gli investimenti sul lungo periodo. Gli operatori elvetici - affermano i socialisti - hanno di recente messo sul mercato nuove offerte che sposano le esigenze dei consumatori e la revisione di legge non deve andare a scapito della riduzione delle tariffe.

sda-ats

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