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Il CEO di Credit Suisse Tidjane Thiam

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

Credit Suisse ha registrato nel primo trimestre una perdita netta di 302 milioni di franchi. Nello stesso periodo dello scorso anno il numero due bancario elvetico aveva messo a segno un utile di 1,05 miliardi.

Anche il risultato ante imposte è scivolato nelle cifre rosse per un importo di 484 milioni di franchi, dopo un utile di 1,5 miliardi nei primi tre mesi del 2015. I ricavi operativi nel periodo in rassegna si sono contratti del 30% a 4,6 miliardi di franchi.

Gli specialisti interrogati dall'agenzia finanziaria awp avevano pronosticato una perdita netta di 474 milioni, un risultato ante imposte di -590 milioni e ricavi per 5,04 miliardi.

Sul fronte dei capitali l'istituto ha evidenziato tra gennaio e marzo una quota di fondi propri (CET1) del 13,6%, in calo di 0,7 punti su base annua.

Per Credit Suisse si tratta del secondo trimestre negativo consecutivo, dopo gli ultimi tre mesi del 2015 nel corso dei quali la banca aveva accumulato un pesante passivo di 5,8 miliardi, dovuto in particolare ad accantonamenti e costi di ristrutturazione. Il bilancio annuale si era chiuso con un rosso di 2,9 miliardi.

I risultati pubblicati oggi non costituiscono una sorpresa: già a fine marzo il CEO Tidjane Thiam aveva anticipato una performance trimestrale negativa, annunciando peraltro un rafforzamento del programma di risparmi. Entro la fine del 2016 la banca è intenzionata a cancellare altri 2000 posti di lavoro, per un taglio complessivo di 6000 impieghi, di cui 3500 già realizzati. Il più colpito è il settore dell'investmentbank, con la soppressione di mille posti.

sda-ats

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