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Il logo di Credit Suisse (foto d'archivio).

/KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Sette grandi banche, tra cui Credit Suisse, hanno accettato di pagare un totale di 324 milioni di dollari negli Usa per mettere fine a una causa avviata nei loro confronti che verteva su presunte manipolazioni del tasso di riferimento dei prodotti derivati ISDAfix.

IDiversi fondi pensionistici e comuni americani accusano 14 banche di essersi messe d'accordo per manipolare i tassi fra 2009 e il 2012. In particolare gli istituti avrebbero effettuato scambi di valori immediatamente prima della fissazione quotidiana dei tassi.

Sette banche hanno ora firmato un accordo extragiudiziale. Oltre a Credit Suisse, chiamata a sborsare 50 milioni di dollari, si tratta di Bank of America (50 milioni), Barclays (30), Citigroup (42), Deutsche Bank (50), JPMorgan Chase (52) et Royal Bank of Scotland Group (50). L'intesa deve ancora essere approvata dalle autorità giudiziarie.

Le altre banche nel mirino, stando a fonti giudiziarie, sarebbero UBS, BNP Paribas, Goldman Sachs, HSBC Holdings, Morgan Stanley, Nomura Holdings e Wells Fargo. I portavoce degli istituti interessati non hanno commentato la vicenda.

Il caso in questione è solo uno dei molti fronti aperti negli Usa che vedono le banche sospettate di aver agito in modo illegale sui corsi di tassi, azioni e materie prime.

sda-ats

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