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Alle elezioni politiche in Croazia si prospetta una chiara vittoria del centrodestra guidato dall'eurodeputato Andrej Plenkovic.

KEYSTONE/AP/DARKO BANDIC

(sda-ats)

Alle elezioni politiche in Croazia si prospetta una chiara vittoria del centrodestra guidato dall'eurodeputato Andrej Plenkovic, che avrà nel parlamento di Zagabria una maggioranza relativa e una buona posizione di partenza per formare il nuovo governo croato.

Con quasi tre quarti delle schede scrutinate i conservatori dell'Unione democratica croata (Hdz) di Plenkovic ottengono 61 deputati dei 151 che compongono il parlamento monocamerale di Zagabria, confermandosi il primo partito del Paese. I socialdemocratici di Zoran Milanovic sono fermi a 54 mandati, e la differenza tra i due schieramenti sembra oramai insormontabile. Anche sommando i quattro deputati regionalisti istriani, che tradizionalmente si allineano con il centrosinistra, Milanovic rimane sotto di tre deputati.

Parlando nella notte, l'ex premier socialdemocratico, che è stato alla guida del governo dal 2011 al 2015, non ha ancora riconosciuto la sconfitta, ma facendo riferimento alla "necessità di un governo stabile", per evitare l'impasse degli ultimi mesi, ha aperto all'ipotesi di una grande coalizione con i conservatori.

Al terzo posto si riconferma il giovane partito Most (Ponte), di forte tendenza populista, i cui dodici deputati saranno di nuovo determinanti per la futura maggioranza. Secondo gli analisti in questo momento Plenkovic ha molte più probabilità di formare il governo insieme a Most, che viene percepito come tendenzialmente più nazionalista e conservatore, secondo alcuni vicino ad un'ala tradizionalista della Chiesa cattolica in Croazia.

Plenkovic ha promesso che farà tutto il possibile per formare un governo stabile, riformista ed europeista.

Il politico, che con tutta probabilità otterrà nelle prossime settimane l'incarico di formare il nuovo governo, ha sottolineato di voler guidare il Paese in una direzione più moderata continuando con le riforme economiche che stanno alla base della ripresa del Paese.

Da diplomatico ha evitato di esprimersi su chi preferirebbe come futuro partner di coalizione.

sda-ats

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