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La Croazia dovrebbe fare ulteriori sforzi per processare i criminali di guerra degli anni '90, per assicurare il ritorno dei profughi di etnia serba, ma anche per l'integrazione in futuro dei migranti provenienti dalle zone di guerra nel Medio Oriente.

Sono i punti principali del rapporto annuale del commissario per i dritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, inoltrato oggi al governo e alla stampa di Zagabria.

Il rapporto segnala inoltre alcuni peggioramenti registrati nell'ultimo periodo, dei quali, come ha auspicato Muiznieks, dovrebbe tenere contro il futuro nuovo governo croato a maggioranza conservatrice, che è in via di formazione dopo le elezioni del mese scorso.

L'accento, accanto ai punti centrali, è stato messo anche sul deterioramento dei rapporti con i Paesi vicini, prima fra tutti la Serbia, e la retorica nazionalista sempre più evidente nella società croata. Il commissario ha elogiato il quadro legislativo per la protezione delle minoranze etniche, appoggiato da ingenti finanziamenti pubblici, ma si è anche detto preoccupato per la recente "crescita dell'intolleranza e della retorica intrisa di odio".

Muiznieks ha al tempo stesso messo in rilievo il fatto che il governo uscente ha abolito il finanziamento pubblico a tutti i portali d'informazione indipendenti, ricordando che nel 2016 la Croazia nella classifica mondiale sul livello della libertà di stampa è scesa dal 54/mo al 63/mo posto. "La libertà di stampa e minacce ai giornalisti sono problemi che si riscontrano anche in altri Paesi della regione dei Balcani, incluse pressioni dello Stato sui servizi d'informazione a finanziamento pubblico", ha osservato Muiznieks.

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SDA-ATS