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Dopo che ieri è stato sfiduciato il governo, la maggioranza dei deputati croati ha deposto stamane le firme con cui si chiede l'auto-scioglimento del parlamento eletto lo scorso novembre ed elezioni anticipate, al più tardi a settembre.

A firmare la mozione sono stati tutti i parlamentari delle opposizioni di sinistra, i centristi di Most (Ponte) che ieri sono stati gli unici a difendere il governo in cui erano partner di minoranza, e quasi tutti quelli del gruppo misto, inclusi i rappresentati delle minoranze etniche. In questo modo è stata preclusa l'opzione prevista dalla Costituzione per la formazione di una nuova maggioranza entro trenta giorni dalla caduta del governo.

Il centrodestra, che nelle ultime settimane ha visto il proprio leader Tomislav Karamarko coinvolto in un pesante conflitto d'interessi, all'origine della rottura della coalizione e dello stesso governo, vorrebbe evitare di andare a votare in un contesto così sfavorevole.

Spetta ora al presidente del Parlamento mettere in calendario il voto per l'auto-scioglimento, e alla presidente Kolinda Grabar Kitarovic decidere la data delle eventuali elezioni. E in tanti vorrebbero evitare di andare alle urne in luglio o agosto.

sda-ats

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