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La nuova tassa sul tonnellaggio, che il Consiglio nazionale ha introdotto nel corso dell'esame sulla Riforma III delle imprese, va rinviata al Consiglio federale per approfondimenti sulla sua costituzionalità.

Lo ha deciso oggi per 31 voti a 14 il Consiglio degli Stati affrontando, a livello di divergenze, questo complesso dossier.

La terza riforma dell'imposizione delle imprese è destinata a compensare la prevista abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione invisi all'Unione europea e all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa.

La tassa sul tonnellaggio, invece che sugli utili, per le società di navigazione/logistica era stata introdotta dal Nazionale benché non figurasse nel progetto governativo.

Per il campo "borghese", anche se privata di un accesso diretto al mare, la Svizzera figura al 23esimo rango dei Paesi con un'attività marittima. Questa tassa, avevano argomentato vari deputati di destra, non è un "strumento esotico", bensì un particolare tipo di imposizione, tra l'altro in vigore in altri Paesi europei, che potrebbe generare centinaia di impieghi e fino a 40 milioni di maggiori entrate per la Confederazione.

La maggioranza dei "senatori" ha però preferito rinviare questo aspetto al Governo affinché quest'ultimo ne esamini la costituzionalità e, in caso affermativo, presenti un progetto da inviare in consultazione.

Il consigliere federale Ueli Maurer ha sostenuto questa procedura, precisando che l'utilità di una simile imposta merita di essere approfondita. "Per alcuni cantoni della Svizzera romanda tale tassa potrebbe essere interessante per rafforzare l'attrattiva della rispettiva piazza economica", ha spiegato il ministro delle finanze.

sda-ats

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