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Il presidente cubano Raul Castro.

KEYSTONE/EPA EFE/NATIONAL INFORMATION AGENCY/MARCELINO VAZQUEZ

(sda-ats)

Turbolenze economiche all'orizzonte per Cuba sulla scia del crollo del Venezuela, con il quale l'isola è legato a doppio filo sul fronte energetico.

Ed è di queste ore l'annuncio di un rimpasto del governo all'Avana, con la nomina di Ricardo Cabrisas quale nuovo ministro dell'economia.

Cabrisas ha preso il posto di Marino Murillo, finora alla guida dell'economia e vicepresidente del consiglio dei ministri: un incarico che mantiene. Definito dai media dell'opposizione il 'padre' delle riforme cubane, Murillo è ora chiamato a concentrarsi "sull'aggiornamento del modello economico e sociale", ha fatto notare un comunicato ufficiale.

Qualche giorno fa il presidente, Raul Castro, ha sottolineato che Cuba è "in migliori condizioni" rispetto alla grave crisi del 1990 dopo la caduta dell'Urss, smentendo la possibilità di un "collasso" economico.

L'Avana non nasconde in altre parole le difficoltà e spera di affrontarle con un mix di "austerity" e risparmi, cercando di attrarre gli investimenti esteri sulla scia del disgelo con Washington e dei tanti contatti con altri Paesi, molti dei quali europei. Oltre al ruolo chiave della valuta pesante - dollari e non solo - portata nell'isola dai turisti.

Proprio di disgelo si è parlato questa settimana all'Avana, in occasione di un nuovo "round" di colloqui con Washington sull'allentamento dei vincoli economici promosso dalla Casa Bianca: il tema di fondo rimane quello dell'embargo Usa. E lo stesso Murillo aveva giorni fa avvertito sulle difficoltà di bilancio nel secondo semestre dell'anno. Al centro delle preoccupazioni il tema energetico e la dipendenza da Caracas, ragione per la quale è stato avviato un drastico piano interno di risparmi.

sda-ats

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