Dipinto Leonardo: legali proprietaria, quadro resta dov'è


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E' destinato a restare per ora in una cassetta di sicurezza di una banca Svizzera il presunto dipinto di Leonardo che raffigura Isabella d'Este.

L'avvocato Fabio Garaventa, che con il collega Giovanni Bora tutela Emidia Cecchini, la proprietaria del quadro sotto sequestro in Svizzera, non si scoraggia dopo il pronunciamento della corte di Cassazione, che ha confermato la confisca del bene.

''Siamo di fronte al rigetto di uno dei due ricorsi che abbiamo promosso. I giudici hanno dichiarato inammissibile il nostro ricorso contro il patteggiamento scelto dal coimputato Sergio Shawo, perché a loro avviso non avevamo titolo per promuoverlo, e può fare ricorso solo l'interessato. Ma in realtà noi abbiamo impugnato l'ordinanza di esecuzione laddove il giudice stabilisce la confisca dell'opera. E su questo punto la Cassazione deve ancora fissare l'udienza''.

''La magistratura italiana e quella svizzera poi - aggiunge il legale - hanno due modi diversi di vedere la questione. L'Italia sostiene che un quadro può essere confiscato anche se il proprietario in ipotesi venisse assolto; la Svizzera afferma che se il proprietario non sarà ritenuto colpevole fino al terzo grado di giudizio non restituirà l'opera. Tenuto conto che Emidia Cecchini deve essere ancora giudicata dal tribunale di primo grado, credo che il caso andrà avanti ancora a lungo. Ma è certo che i giudici svizzeri non cambieranno idea sul modo di procedere solo perché la Cassazione italiana la pensa diversamente''.

Il ritratto di Isabella d'Este venne sequestrato nel febbraio 2015 a Lugano su ordine della magistratura di Pesaro, poche ore dopo la vendita ad un fondo inglese per 120 milioni di euro. Da allora, il dipinto, che un'attribuzione molto dubbia riconduce a Leonardo da Vinci, è sotto sequestro in un caveau bancario di Lugano.

SDA-ATS

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