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Mark Branson vuole cambiare il sistema di audit delle banche

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Il direttore della FINMA Mark Branson suggerisce sulla stampa domenicale di cambiare il sistema di audit che controlla le banche. A suo avviso, "non si può negare un certo conflitto di interessi".

Le società di revisione fanno controlli per l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari, ma sono per ora rimunerati dal loro stesso mandatario: le banche. Il rischio di un conflitto d'interesse tende ad aumentare "quando un organo di revisione è tenuto ad annunciare un cattivo comportamento", constata il direttore della FINMA in interviste rilasciate a Le Matin Dimanche e alla SonntagsZeitung.

Mark Branson auspica quindi che la FINMA diventi l'organo mandatario. Concretamente essa dovrebbe poter decidere quale sia la società di revisione che ispezionerà la banca in questione.

Anche se richiede un cambiamento legislativo, l'idea non è "cattiva", rileva il patron della FINMA. A suo parere, l'autorità di sorveglianza può migliorare il rapporto costi-efficacia dei controlli dei revisori esterni oggi da lui ritenuto "non ottimale". Il britannico ricorda che "l'industria bancaria paga ogni anno 110 milioni per questo tipo di revisione".

Tassi negativi

Mark Branson si dice peraltro preoccupato dai tassi d'interesse negativi che pesano sulle banche e sui loro utili. Se i tassi diminuiscono ancora, "v'è un rischio reale" che i piccoli clienti ne subiscano le conseguenze e debbano pagare interessi sui loro conti risparmio.

"Sarebbe uno scenario inquietante. Nessuno può davvero prevedere come i clienti reagirebbero", sottolinea il direttore della FINMA. Branson teme che taluni clienti prelevino i loro soldi dalle banche, ciò che "potrebbe avere conseguenze molto gravi e difficili da anticipare" per il rifinanziamento delle attività bancarie.

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SDA-ATS