Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Povero lupo, non c'è pace!

KEYSTONE/AP/SUSAN MONTOYA BRYAN

(sda-ats)

Il comitato della Società svizzera di economia alpestre (SSEA) chiede l'alleggerimento dello statuto di protezione di cui beneficia il lupo e una migliore applicazione delle misure destinate alla protezione delle greggi.

L'associazione si oppone inoltre alla soppressione dei pagamenti diretti versati agli alpeggi della durata inferiore ai 100 giorni.

I recenti attacchi del lupo avvenuti in Ticino sono particolarmente inquietanti, scrive oggi in un comunicato la SSEA. In tre giorni 45 pecore sono state uccise e l'associazione chiede dunque di poter eliminare rapidamente i predatori che causano danni.

La scorsa stagione negli alpeggi si è registrato un numero record di animali vittime di attacchi da parte del predatore. Il "Concetto lupo", elaborato dalla Confederazione, sarebbe insufficiente e impossibile da applicare, si legge nella nota. Inoltre il surplus di lavoro generato non permette di garantire la sicurezza delle greggi. La SSEA ha contattato diverse organizzazioni nazionali e internazionali per ottenere una riduzione del grado di protezione accordato al lupo.

L'economia alpestre fornisce diverse prestazioni di interesse pubblico (ad esempio fabbricazione di prodotti stagionali e cura del paesaggio), di conseguenza la SSEA si oppone alla soppressione dei pagamenti diretti versati finora agli alpeggi gestiti per un periodo inferiore ai 100 giorni. Questa abolizione potrebbe causare l'abbandono di diversi alpeggi in altura presenti in Ticino e nei Grigioni e potrebbe minacciarne diversi nella Svizzera centrale e orientale. L'associazione si impegna per mantenere in vigore questo sistema: considerando la situazione del mercato del latte, bisogna mantenere queste misure volte a portare le vacche da latte sugli alpeggi.

SDA-ATS