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Le forze armate egiziane, in due giorni, hanno ucciso 36 estremisti islamici con raid aerei e "colpi di artiglieria" nel nord-est del Sinai, nelle aree di Arish, Rafah e Sheikh Zuweid. Lo riferisce un comunicato delle Forze armate.

Sono stati anche disinnescati 38 ordigni costruiti per colpire l'esercito.

Un bilancio di altri 85 "takfiri" uccisi in quattro giorni era stato diffuso solo mercoledì scorso, sempre utilizzando un termine con cui l'esercito egiziano indica i terroristi dell'Isis, gli ex "Ansar Beit el-Maqdes".

Nel Sinai settentrionale una guerriglia condotta dalla branca egiziana dello Stato islamico negli ultimi tre anni ha causato centinaia di morti da entrambe le parti (cifre complessive attendibili sono di difficile reperibilità). In marzo, dopo l'uccisione di 15 poliziotti nell'area, erano stati uccisi 60 jihadisti in un sol giorno. Raid, colpi di artiglieria e scontri da ultimo stanno avvenendo nell'ambito di un'operazione denominata "Diritto dei martiri" e lanciata nel settembre scorso.

sda-ats

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