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Egitto: Morsi scampa la pena di morte (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/KHALED ELFIQI

(sda-ats)

Il deposto presidente egiziano Mohamed Morsi è scampato alla pena di morte in un quarto processo a suo carico conosciuto come "spionaggio per il Qatar".

Lo si è appreso alla Corte di assise del Cairo che ha deferito al Gran Muftì il fascicolo di sei degli 11 imputati, chiedendo quindi per loro la pena capitale, ma non quello dell'ex dirigente della Fratellanza musulmana deposto nel 2013.

Il Gran Muftì è l'autorità religiosa egiziana che fornisce un parere segreto e non vincolante sulle richieste di condanne a morte. Il verdetto di primo grado in cui verrà annunciata la probabile condanna di Morsi, e decisa la sorte degli altri imputati, sarà pronunciato il 18 giugno. È possibile un ricorso in appello e poi in cassazione.

L'ex-presidente sta facendo ricorso in altri tre processi tra cui uno per un'evasione di massa organizzata nel 2011 in cui è già stato condannato a morte. Un ergastolo gli è stato inflitto per il cosiddetto "spionaggio per Hamas" e 20 anni di reclusione per le violenze al palazzo presidenziale.

In questo processo sul Qatar, Morsi e gli altri co-imputati sono accusati di aver passato a Doha documenti della sicurezza nazionale egiziana circa i servizi segreti e l'esercito.

sda-ats

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