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In pieno dibattito sulla legittimità del divieto del 'burkinì sulle spiagge, compare sui media occidentali la notizia di un'altra imposizione che riguarda il mostrarsi del corpo della donna, stavolta in un Paese a maggioranza musulmana quale l'Egitto.

Ben otto conduttrici sono state infatti sospese dalla tv di stato Ertu (Egyptian Radio and Television Union) perché troppo grasse: potranno tornare al lavoro solo quando avranno perso peso, anche se nel frattempo saranno ugualmente retribuite.

A riferire con tempismo la notizia la Bbc, che riporta anche l'immagine di una delle presentatrici sospese: Khadija Khattab, lunghi capelli biondi scoperti e accollata camicetta rosa. La presentatrice avrebbe protestato con un altro giornale, Al-Yawm al-Sabi, dicendo che dovrebbe essere il pubblico a giudicare se lei è effettivamente "grassa" e merita che le sia impedito di lavorare.

Il caso, scoppiato almeno una decina di giorni fa, ha suscitato un certo dibattito. Se sul governativo Al Ahram la giornalista Fatma al-Sharawi ha condiviso la scelta, l'accademico Waheed Abdul Maji ritiene che la tv pubblica dovrebbe concentrarsi piuttosto sulla qualità dei contenuti.

Sui social qualcuno ha usato la parola "bakabouzas" (cicciottelle) per definire le conduttrici, ma il deputato Sayyid Hegazy ha chiesto in parlamento "Chi ha un peso ideale in Egitto?".

sda-ats

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