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Un'aula dell'Università di Zurigo.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

In Svizzera tra il 1992 e il 2015 sono stati oltre 90'000 gli studenti e gli insegnanti che hanno preso parte a Erasmus, il programma di mobilità studentesca dell'Unione europea, creato nel 1987.

Stando a cifre fornite da Movetia, l'agenzia nazionale responsabile degli scambi, 40'657 studenti svizzeri hanno frequentato corsi di almeno un semestre in una università o Alta scuola di un Paese europeo, mentre le università elvetiche hanno accolto 41'283 giovani. Anche il personale docente può approfittare di questa opportunità. Nel periodo 1997-2015, oltre 8'200 insegnanti lo hanno fatto.

Le cifre per l'anno accademico 2015-2016 saranno rese note a marzo, ha precisato oggi all'ats Kathrin Müller, portavoce di Movetia.

Su scala europea, dall'anno dell'introduzione di Erasmus oltre 5 milioni di persone si sono spostate all'estero per almeno sei mesi e 3,3 milioni di esse erano studenti. Da una quindicina di anni va aumentando il numero di coloro che vengono in Svizzera e dei confederati che vanno a studiare momentaneamente all'estero. La progressione è stata particolarmente forte nel 2002 e nel 2003. Nel 2014 vi è stato invece un crollo del numero di giovani stranieri venuti in Svizzera, a causa del clima di incertezza dovuto all'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa". L'anno prima erano stati 1'624, nel 2014 soltanto 218.

Oggi Berna deve accontentarsi di una partecipazione indiretta a Erasmus, proprio a causa di quella iniziativa: la Svizzera è semplicemente associata in qualità di Stato terzo al programma UE per l'educazione, la formazione, la gioventù e lo sport. Il governo ha prorogato fino a fine 2017 la soluzione transitoria messa in atto per Erasmus+ dopo il sì popolare all'iniziativa UDC. Si tratta di un modello ristretto che non offre le stesse possibilità di partecipazione.

SDA-ATS