Erdogan accusa reporter della Welt, "è agente Pkk"


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Il giornalista Deniz Yuecel

KEYSTONE/dpa-Zentralbild/Z5006/_KARLHEINZ SCHINDLER

(sda-ats)

Non sembra destinato a risolversi facilmente lo scontro che sta deteriorando i rapporti fra Berlino e Ankara.

Stasera il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha definito il giornalista Deniz Yucel "un esponente del Pkk e un agente tedesco", e lo ha accusato di "essersi nascosto per un mese nel consolato tedesco".

Si tratta del corrispondente della Welt in Turchia, che ha la doppia cittadinanza, e che qualche giorno fa si è visto convalidare l'arresto da un giudice di Istanbul, dopo 13 giorni di fermo di polizia.

Sul giornalista "scomodo" era già stata lanciata l'accusa di essere una spia. E sulla sua sorte la Germania sta facendo molta pressione, ritenendolo un simbolo della lotta per la libertà di stampa.

In giornata Angela Merkel, che è in missione fra l'Egitto e la Tunisia, è tornata su questo arresto, spendendosi ancora una volta per la sua liberazione e per il rispetto dell'indipendenza dei giornalisti.

La cancelliera ha anche chiarito che le disdette dei comizi elettorali per i ministri turchi, a Gaggenau e Colonia, sono state decise "a livello comunale". Una reazione che non ha placato, però, il risentimento della Turchia. È di ieri infatti il rifiuto del comune del Baden-Wuerttemberg di far tenere al ministro della Giustizia il suo discorso a favore della riforma presidenzialista, che sarà oggetto del referendum il prossimo 16 aprile in Turchia.

Scelta fatta, fra l'altro, a poche ore dall'evento - il sindaco ha sollevato problemi di sicurezza per il numero eccessivo delle adesioni - che ha scatenato la rabbia di Ankara: Bekir Bozdag è volato infatti direttamente a casa da Strasburgo, annullando anche l'incontro con il suo collega tedesco Heiko Maas, che avrebbe voluto incontrarlo proprio per parlare del reporter (e che oggi gli ha scritto una lettera di fuoco).

Nelle stesse ore Colonia negava lo spazio per un comizio del ministro dell'Economia turco, per questo weekend: un no su cui era stato fatto un parziale dietrofront oggi, fino alla conferma che anche nei pressi della città renana non sarà messo a disposizione il luogo individuato per il discorso elettorale di Mihat Zeybekci.

Il portavoce del ministro degli Esteri tedesco ha spiegato, in conferenza stampa a Berlino, che intanto Deniz Yucel non può avere contatti neppure con l'ambasciata tedesca in Turchia. E ha fatto appello a una descalation della tensione, perché "non è interesse di nessuno" l'attrito fra Berlino e Ankara.

"Anche in tempi difficili, e nonostante le divergenze di opinioni, manteniamo il contatto", ha detto Martin Schaefer. Gli ha fatto eco la portavoce di Merkel Ulrike Demmer, "i rapporti con la Turchia vanno portati avanti e ulteriormente sviluppati", ha detto. Parole pronunciate mentre proprio a Gaggenau un allarme bomba - poi rivelatosi falso - aveva costretto all'evacuazione del municipio.

Nel pomeriggio il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel ha avuto una telefonata col suo collega turco, e si è parlato anche di un incontro nei prossimi giorni in Germania, di cui però non è arrivata ancora alcuna conferma.

SDA-ATS

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