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Granate d'esercizio (foto d'archivio)

Keystone/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Gli esplosivi irreperibili, dati per "presumibilmente smarriti" lunedì, in una scuola reclute di Aarau sono costituiti "di vari chilogrammi di esplosivo in senso stretto, di spolette e di granate d'esercizio esplosive 11" e mancavano in più siti.

Questi i pochi elementi supplementari comunicati oggi dalla giustizia militare in merito a una vicenda che essa stessa giudica di grosse proporzioni.

All'inizio della settimana il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha indicato che in casse di munizioni nella scuola reclute per militari in ferma continuata della fanteria 14 (SR MFC fant 14) ad Aarau erano assenti diversi chilogrammi di esplosivi.

Nel vocabolario dell'esercito, gli esplosivi designano vari tipi di materiale come l'esplosivo in senso stretto, micce, detonatori e granate a mano. Stando alla Basler Zeitung di oggi, oltre a un chilogrammo di esplosivo mancano "numerosi" detonatori e micce, nonché "un numero considerevole di granate a mano".

Contattato dall'ats, il portavoce della giustizia militare Tobias Kühne ha corretto le indicazioni del quotidiano renano. Gli esplosivi mancanti sono esplosivo in senso stretto, spolette e granate d'esercizio esplosive 11. Kühne non ha precisato le quantità di materiale mancante, limitandosi a parlare di "entità significativa". Si tratta di un episodio considerevole, ha aggiunto.

Le granate d'esercizio esplosive 11 (EUHG 11 secondo l'acronimo tedesco) sono state utilizzate la prima volta nel 2014. Rispetto a quelle in dotazione in precedenza (EUHG 85) contengono meno esplosivo (83 grammi contro 120), si legge sul sito della Confederazione.

Le indagini sono condotte dalla giustizia militare in collaborazione con la polizia militare e un servizio di tecnica criminale, ha precisato Kühne.

Nel tardo pomeriggio il DDPS ha diramato un comunicato in cui indica che, d'intesa con il responsabile del Dipartimento Guy Parmelin, il capo dell'esercito André Blattmann ha ordinato a livello di forze armate una "verifica dei processi e delle relative procedure" per limitare il più possibile episodi come quello di Aarau.

"L'esercito è cosciente della sua responsabilità nel trattamento di materiale sensibile e merci pericolose", si legge. "Con la breve nota" di oggi vogliamo mostrare che in risposta alla vicenda di Aarau "l'esercito non si limita alle indagini, ma fa i suoi compiti", ha detto all'ats il portavoce delle forze armate Daniel Reist.

Il comunicato sottolinea comunque che nell'esercito già da "qualche tempo, dopo gli attacchi terroristici compiuti nei Paesi limitrofi, è stata intensificata la vigilanza di depositi, magazzini e trasporti e i dispositivi di guardia della truppa sono stati controllati nonché adeguati laddove era necessario".

Propriamente la nota fa riferimento a un "aumento degli incidenti e degli eventi" nelle scorse settimane. Interrogato in proposito, Reist oltre ad Aarau cita l'episodio di una casa situata a due chilometri dalla piazza d'armi di Thun (BE) colpita lo scorso 30 agosto da un proiettile di mitragliatrice, fatto su cui la giustizia militare ha comunicato l'altro ieri, e a due altre vicende minori.

sda-ats

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