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L'Emmentaler DOP rappresenta il 17,8% delle esportazioni.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Nel primo semestre di quest'anno la Svizzera ha esportato 190 tonnellate in meno di formaggio rispetto allo stesso periodo del 2015 (-0,6%). Il settore caseario ha realizzato 267 milioni di franchi di ricavi: ciò corrisponde a una flessione dello 0,8%.

In totale sono state vendute 31'957 tonnellate. "Nonostante la forte concorrenza dell'Unione europea e la forza del franco svizzero" il prezzo d'esportazione, in media di 8,35 franchi al chilo, ha potuto essere mantenuto, sottolinea in un comunicato odierno l'associazione di categoria Switzerland Cheese Marketing.

L'inizio dell'anno si è rivelato "inquietante", con un calo delle esportazioni dell'11,5% in gennaio e del 9,4% in febbraio. In Europa questa tendenza ha potuto essere fermata grazie a misure di marketing messe in atto da tutti gli attori del settore, precisa la nota.

L'Emmentaler DOP rappresenta il 17,8% delle esportazioni, il Gruyère DOP il 16,6% e l'Appenzeller il 7,4%. Quest'ultimo ha registrato un aumento del 2,5% delle vendite all'estero mentre gli altri due una diminuzione (rispettivamente del 6,2% e del 2,8%).

Anche gli altri formaggi DOP sono stati esportati in maggiori quantità: +11,8% per la Tête de Moine, +28,9% per lo Sbrinz e +2,8% per il Vacherin friburghese. Il Tilsiter e altri formaggi a pasta semidura o dura hanno seguito la stessa tendenza.

Per contro, sono calate le vendite all'estero di formaggi freschi e ricotta, formaggi a pasta morbida, formaggio fuso, fondue pronte all'uso e raclette.

Nel corso del primo semestre 2016, le importazioni sono invece aumentate del 5,9%. La Svizzera ha acquistato 29'150 tonnellate di formaggio, l'85% del quale da Francia, Germania e Italia.

sda-ats

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