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Le esportazioni di orologi hanno accusato in marzo una flessione del 16,1% su base annua, a 1,5 miliardi di franchi. Si tratta del nono calo mensile consecutivo e del peggior risultato da marzo 2011.

Il degradarsi della situazione osservato da luglio 2015 ha subito in marzo un'accelerazione, ha indicato oggi la Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH). L'ampiezza del calo è inusuale visto che bisogna risalire alla crisi del 2009 per ritrovare variazioni di questa grandezza.

In termini di volume, in marzo si è assistito a una flessione del 20,3% a 1,87 milioni di orologi esportati. Per i prodotti in acciaio, la categoria più venduta, c'è stato un calo del 18,3% a 991'400 milioni di unità, per un valore complessivo di 537,4 milioni di franchi (-13,9%).

È sceso anche l'export degli orologi realizzati con metalli preziosi, con vendite in calo del 22,4% a l'export degli orologi realizzati con metalli preziosi, con vendite in calo del 22,4% a 32'600 unità, con un valore in diminuzione del 17,0% a 502,1 milioni di franchi.

Tra i principali sbocchi commerciali Hong Kong ha registrato una contrazione del 37,7%, rispetto a marzo 2015, a 176,3 milioni di franchi. Gli Stati Uniti hanno evidenziato una diminuzione del 32,9% a 146,5 milioni e la Cina un calo del 13,7% a 93,8 milioni.

Più in generale, la contrazione delle esportazioni in marzo si è verificata il tutti i settori, da quelli di bassa gamma a quelli di lusso. La flessione più marcata (-27,1%) è stata fatta segnare dagli orologi di un valore compreso tra i 200 e i 500 franchi.

sda-ats

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