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Continua il momento difficile dell'industria orologiera: in luglio sono stati esportati prodotti per 1,64 miliardi di franchi, in calo del 14,2% rispetto allo stesso mese del 2015, indica la Federazione dell'industria orologiera (FH) in una nota.

In termini di volume, in luglio si è assistito a una flessione del 14,5% a 1,53 milioni di orologi esportati. Per i prodotti in acciaio, la categoria più venduta, c'è stata un calo del 9,6% a 1,20 milioni di unità, per un valore complessivo di 631,8 milioni di franchi (-5,6%).

Scende anche l'export degli orologi realizzati con metalli preziosi, con vendite in calo del 31,1% a 30'400 unità, con un valore in diminuzione del 26,8% a 511,9 milioni di franchi.

Stati Uniti e Hong Kong si confermano essere i mercati più interessanti per l'orologeria svizzera, ma fanno registrare entrambi un chiaro ribasso. L'export in direzione degli USA è calato del 14,7% a 178,5 milioni di franchi, quello verso l'ex colonia britannica di ben il 32,7% a 174,8 milioni.

Il terzo Paese, l'Italia, fa invece segnare una progressione: +9,9% a 123,4 milioni. Seguono Giappone (-11,9% a 112,8 milioni), Francia (-27,8% a 110,5 milioni) e Regno Unito (+13,4% a 110,2 milioni).

Più in generale, il calo delle esportazioni in luglio si è verificato in tutti i settori, da quelli di bassa gamma a da quelli di lusso. La flessione più marcata (-19,7% in termini di volume, -15,8% in termini di valore) è stata fatta segnare dagli orologi di un valore inferiore ai 200 franchi.

sda-ats

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