Facebook contro le "bufale", più peso a media e alle fonti


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Il CEO e fondatore di Facebook Mark Zuckerberg.

KEYSTONE/AP/ERIC RISBERG

(sda-ats)

Facebook continua la sua crociata contro le "bufale" online dopo le polemiche scoppiate nella campagna elettorale americana. E dà sempre più peso ai media e ai giornalisti.

Dopo la collaborazione con alcune testate internazionali per la verifica delle notizie, la piattaforma cambia l'algoritmo alla base dei Trending Topics, la sezione del social network che mostra le notizie più popolari. D'ora in poi le informazioni entreranno a far parte di questa categoria dopo che un certo numero di editori le avranno pubblicate e verrà mostrata anche la paternità della testata.

"Con l'aggiornamento di oggi sarà importante il numero di editori che pubblicano articoli su uno stesso argomento e il relativo interesse degli utenti. Questo sistema dovrebbe portare in superficie gli argomenti popolari in maniera più veloce ed efficace e garantire che le notizie di tendenza riflettano gli eventi del mondo reale, coperti da più organi di informazione", spiega in un post ufficiale Will Cathcart, manager di Facebook.

La sezione Trending Topics è stata lanciata nel 2014, è disponibile in Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e India. È finita sotto i riflettori durante la campagna elettorale americana dopo un'inchiesta di Gizmodo. Il sito aveva raccolto la testimonianza di un dipendete della piattaforma che aveva riferito di censure nei confronti di notizie sui Repubblicani. "Facebook è aperto alle idee": così era intervenuto Mark Zuckerberg impegnandosi con i conservatori per un controllo più stringente dei Topics. In seguito aveva licenziato la redazione che se ne occupava, affidandosi solo ad un algoritmo.

Da quell'inchiesta è partita una polemica mondiale sulle "fake news" (notizie false) che ha coinvolto altri big della tecnologia come Google, con il digitale oramai fonte primaria di informazione. Sia Facebook che Big G hanno deciso di tagliare la pubblicità e i relativi guadagni ai siti che diffondono notizie false.

Il social è poi andato oltre mettendo a punto un sistema di "fact-checking" (verifica dei fatti) delle notizie con alcuni media internazionali (dopo gli USA sbarcherà in Germania), di segnalazione da parte degli utenti e anche un Progetto giornalismo per informare sul crescente e pericoloso fenomeno di disinformazione. E Zuckerberg ha di recente ammesso che Facebook è una "media company" che si sente "responsabile per come viene usata" la piattaforma.

"Mostrare la fonte di un articolo è stata la caratteristica più richiesta dagli utenti - sottolinea Will Cathcart -. Il titolo viene selezionato automaticamente in base ad una combinazione di fattori, tra cui l'interesse degli utenti di Facebook, il coinvolgimento dell'editore e se altri articoli vi fanno riferimento".

Ultima novità della sezione Trending Topics è l'eliminazione della personalizzazione. "Ogni individuo nella stessa regione vedrà gli stessi argomenti, non saranno più personalizzati in base agli interessi. Questo - conclude il manager Facebook - per assicurarsi che gli utenti non perdano importanti argomenti in discussione".

In base al feedback degli iscritti il social network ha anche migliorato in queste ore la sua sezione che si occupa di privacy: migliorano le funzionalità e le informazioni sono più facili da trovare.

SDA-ATS

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