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Netto aumento dei fallimenti aziendali in Svizzera: nei primi sette mesi dell'anno 2648 aziende sono state oggetto di un procedimento per insolvenza, il 5% in più dello stesso periodo del 2015.

Nel solo mese di luglio sono state registrate 378 bancarotte, con una progressione del 7%.

Particolarmente negativa - stando ai dati diffusi oggi dalla società di informazioni economiche Bisnode - nel periodo gennaio-luglio si è mostrata la situazione in Ticino (214 imprese non sono riuscite a far fronte ai pagamenti, +11%) e nei cantoni romandi come Vallese (+32%), Ginevra (+15%), Friburgo (+14%) e Vaud (+12%). In contro tendenza sono invece i Grigioni (-17%).

Ai fallimenti per insolvenza vanno poi aggiunti quelli per per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni): il numero complessivo nei primi sette mesi sale così a 3763 (+10%) a livello nazionale, a 403 in Ticino (+32%) e 96 nei Grigioni (+39%). Relativamente al solo mese di luglio Bisnode non ha pubblicato dati disaggregati regionali.

Nell'ottica settoriale e tornando al periodo gennaio-luglio la progressione delle insolvenze ha interessato in modo particolare il ramo della costruzione, degli alberghi e ristorazione, degli artigiani, dei trasporti e dei servizi alle imprese. La situazione meno tesa si registra per contro nell'industria chimico-farmaceutica, nell'immobiliare, negli studi d'architettura e nei servizi informatici.

Dove muoiono imprese ne nascono anche di nuove. Il Ticino si segnala come il cantone in cui più sensibile è risultato il calo della creazione di nuove aziende: le nuove iscrizioni nei primi sette mesi sono state 1462, in flessione del 16% su base annua. Il cantone sudalpino rimane peraltro una delle zone elvetiche più dinamiche sotto questo aspetto, superato solo da Zurigo (4458 iscrizioni, +2%), Vaud (2542, +14%), Berna (2007, +3%), Ginevra (1998, +1%), e Argovia (1474, +7%). Complessivamente le nuove aziende in Svizzera sono state 24'698 (+1%).

sda-ats

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