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In cambio del loro presunto appoggio al tentativo di golpe in Turchia, gli Stati Uniti avrebbero ottenuto una nuova base militare al confine con la Siria: a lanciare l'accusa è ancora il quotidiano Yeni Safak, vicino al presidente Recep Tayyip Erdogan.

Questi ieri aveva denunciato un supposto coinvolgimento della Cia, definendo gli Stati Uniti come "gli architetti" del putsch insieme a Fethullah Gülen.

Dopo le accuse al generale Usa in pensione John Campbell, che le ha respinte definendole "assolutamente ridicole", nel mirino è finito oggi Henri Barkey, ex ufficiale dell'agenzia di intelligence statunitense e attuale direttore del programma per il Medio Oriente al Woodrow Wilson Center.

Secondo il giornale, che cita fonti delle indagini, avrebbe trascorso la notte del golpe in un hotel delle isole dei Principi, al largo di Istanbul, organizzando un presunto "incontro clandestino" con altri esperti stranieri.

Si tratta di attacchi pesantissimi, che rischiano di complicare ulteriormente i rapporti con Washington, mentre Ankara continua a chiedere con forza l'estradizione di Gülen.

Oggi alle accuse ha peraltro fatto esplicito riferimento il leader del partito nazionalista Mhp, Devlet Bahceli. Se provate, ha detto, "significherebbe che gli Usa e i centri del potere globale vogliono trascinare la Turchia nella guerra civile".

sda-ats

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