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La donna all'origine del falso allarme bomba all'aeroporto di Ginevra dello scorso 26 luglio dovrà pagare una fattura di 90'000 franchi

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

La donna all'origine del falso allarme bomba all'aeroporto di Ginevra dello scorso 26 luglio dovrà pagare una fattura di 90'000 franchi, che corrispondono alle 880 ore di lavoro effettuate dalla polizia.

Residente ad Annecy (F), a pochi chilometri dal confine, è già stata condannata a una pena detentiva in Francia.

Nel dettaglio il falso allarme aveva provocato la mobilitazione di 145 poliziotti, per cui vale una tariffa oraria di 100 franchi, ha indicato oggi il portavoce delle forze dell'ordine ginevrine Jean-Philippe Brandt, confermando un'informazione di Le Matin. La fattura comprende anche le spese per l'impiego di due cani addestrati per l'individuazione di esplosivi.

La donna riceverà la "parcella" nei prossimi giorni. Potrà pagare a rate. Ginevra dispone di basi legali per tali fatturazioni, ma la bolletta non era mai stata così consistente.

Il falso allarme era intervenuto in un contesto di estrema tensione, a meno di due settimane dall'attentato di Nizza (F) in cui un uomo, alla guida di un autocarro, aveva volontariamente investito in velocità la folla che assisteva ai festeggiamenti in occasione della festa nazionale francese.

La donna aveva chiamato le dogane svizzere dello scalo affermando che una persona munita di una bomba si sarebbe recata nel settore francese dell'aeroporto il giorno seguente, il 27 luglio. Le autorità ginevrine avevano allora predisposto un controllo sistematico dei passeggeri.

Per finire la 41enne, sposata da 22 anni e madre di quattro figli, ha riconosciuto di aver agito per gelosia contro quella che riteneva essere l'amante del marito. L'allarme bomba avrebbe dovuto impedire a quest'ultimo di partire.

Il Tribunale correzionale di Annecy il 28 luglio l'ha processata per direttissima e condannata a sei mesi di prigione di cui tre da scontare per "falso allarme e denuncia d'infrazione immaginaria con conseguente perturbamento dell'ordine pubblico", secondo i termini del codice penale francese. La donna si è dichiarata pentita e ha assicurato che non pensava che il suo agire avrebbe avuto simili conseguenze.

sda-ats

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