Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il contenzioso riguarda l'istituto con sede a Zurigo e non Credit Suisse Italia (foto d'archivio).

Keystone/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Credit Suisse è disposta a pagare 100 milioni di euro (circa 110 milioni di franchi) per chiudere il contenzioso tributario in Italia.

Il bancario è indagato a Milano per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti nell'ambito di un'inchiesta su una presunta maxifrode fiscale che sarebbe stata realizzata attraverso false polizze assicurative.

Il contenzioso è seguito all'accertamento fiscale che ha dato il via anche all'inchiesta penale. La notizia, anticipata dal sito de Il Sole 24 Ore, è stata confermata all'agenzia di stampa italiana Ansa da fonti qualificate. L'indagine penale, intanto, dopo complesse verifiche su 13'000-14'000 persone che avrebbero trasferito su conti esteri circa 14 miliardi di euro, si avvia verso la chiusura.

Dopo l'accordo tra la banca elvetica (il contenzioso riguarda l'istituto con sede a Zurigo e non Credit Suisse Italia) e il fisco italiano, non ancora formalizzato ma che pare in dirittura d'arrivo, per il versamento da parte dell'istituto di credito di 100 milioni di euro sul fronte tributario, gli inquirenti notificheranno, sul fronte penale, l'avviso di conclusione delle indagini.

Da quasi due anni, infatti, i magistrati milanesi e il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza (Gdf) stanno indagando su una serie di operazioni effettuate tra il Liechtenstein e le isole Bermuda in relazione alla presunte false polizze assicurative. Polizze che, secondo l'accusa, sarebbero state soltanto un escamotage studiato da funzionari di Credit Suisse per consentire a clienti italiani di portare denaro oltre il confine e nasconderlo all'erario.

Gli inquirenti nel corso delle indagini hanno ipotizzato i reati di frode fiscale, ostacolo all'attività di vigilanza, riciclaggio e abusivismo finanziario, mentre il gruppo bancario è indagato per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, del 2001. L'indagine era scattata a metà dicembre 2014 con una serie di acquisizioni di documenti e sequestri di carte. Un blitz nel quale gli investigatori avrebbero rintracciato, tra le altre cose, anche una sorta di manuale aziendale con istruzioni ai funzionari per aggirare i controlli.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS