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Nel 2015, l'Ufficio delle perizie extragiudiziarie della Federazione dei medici svizzeri (FMH) ha rilevato 29 casi in cui vi è stato un'errore di diagnosi o di trattamento su un totale di 67 perizie.

Come negli anni scorsi, il 60% degli episodi concernono cure ospedaliere o una collaborazione tra ospedale e medico indipendente. Il restante 40% riguarda cure eseguite esclusivamente da studi medici privati, indica il rapporto annuale della FMH pubblicato oggi.

Lo scorso anno, la percentuale di errori rilevati si è attestata al 43,3%, contro il 44,2% del 2014. Tale dato - sottolinea la FMH - è relativamente stabile dal 2006: oscilla tra il 35% e il 50%.

Un'analisi dei risultati rilevati tra il 1982 e il 2015 rileva che la maggioranza degli errori (300) si verifica nella chirurgia. Altri 270 casi riguardano la chirurgia ortopedica e 178 la ginecologia e l'ostetricia.

La FMH sottolinea che le cifre riflettono unicamente le attività del suo ufficio. I pochi dati disponibili e l'assenza di valori comparativi rendono il rapporto poco rappresentativo della situazione generale in Svizzera.

Se un paziente sospetta che il proprio medico abbia commesso un'errore di diagnosi o di trattamento e che la sua salute abbia subito notevoli danni, può depositare una domanda di verifica al rispettivo ufficio della FMH. Sono necessari dei documenti medici che lo attestino. L'ufficio interviene anche nel caso in cui non sia stato trovato un accordo con l'assicuratore del medico o dell'ospedale.

Quando si verifica un'errore, l'organo deve determinare se quest'ultimo è all'origine del problema di salute menzionato dal paziente. Quest'ultimo ha diritto a un risarcimento solo se viene stabilito un nesso causale. La procedura dura in tutto circa tra i 14 e i 18 mesi a partire da quando viene depositata la domanda.

sda-ats

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