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Ancora divergenze sul finanziamento del fondo FOSTRA.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

La strada deve ricevere il 60% del prodotto dell'imposta sugli oli minerali. Questa non deve poter essere abbassata fino al 50% in caso di ristrettezze finanziarie.

Lo ha ribadito il Consiglio nazionale, con 124 voti contro 61, discutendo le divergenze in merito al progetto FOSTRA (Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato).

"La quota del 60% è necessaria per un FOSTRA solido che possa fare fronte a tutti gli impegni, in particolare il passaggio di circa 400 chilometri di strade cantonali alla Confederazione", ha sostenuto Fabio Regazzi (PPD/TI) a nome della commissione.

La minoranza avrebbe invece voluto lasciare un margine di manovra nel fissare la parte di imposta sui carburanti da versare al futuro fondo stradale. "In caso di programmi d'austerità, anche la strada deve dare il suo contributo per evitare che altri settori siano colpiti in modo sproporzionato dagli eventuali tagli", ha sostenuto, invano, Evi Allemann (PS/BE).

Con 106 voti contro 79, la Camera del popolo ha anche deciso di non lasciare al governo la competenza di adeguare al rincaro il supplemento fiscale sugli oli minerali. "È il Parlamento che deve decidere di eventuali aumenti delle imposte, non il governo", ha affermato, con successo, Jürg Grossen (PVL/BE).

Il dossier torna agli Stati per l'esame di queste due divergenze.

I punti essenziali del progetto FOSTRA erano già stati approvati dalle due Camere durante le passate sessioni. Sono dunque già acquisiti. Si tratta in particolare della creazione di un fondo di finanziamento permanente alimentato con parte degli introiti provenienti dalle tasse sui carburanti che oggi finiscono nella cassa generale della Confederazione, con un aumento delle tasse sui carburanti di 4 centesimi al litro e con proventi dell'imposta sugli autoveicoli

Il Fondo FOSTRA sarà anche utilizzato per finanziare la mobilità dolce e il traffico ferroviario allo scopo di sgravare le strade degli agglomerati. Il Parlamento ha poi anche ripescato il decreto concernente la rete delle strade nazionali, abbandonato dopo il "no" popolare - il 24 novembre 2013 - all'aumento della "vignetta" autostradale, che prevede il passaggio di circa 400 chilometri di strade cantonali alla Confederazione.

sda-ats

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