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Bocche cucite all'Ufficio federale di giustizia. Nell'immagine il suo direttore Martin Dumermuth.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

La procuratrice francese responsabile dei reati finanziari, Eliane Houlette, ha puntato oggi il dito contro la Svizzera per la poca collaborazione giudiziaria. A Berna ci si dice sorpresi di tale accusa.

Sollecitata dai senatori a Parigi che le chiedevano di elencare i Paesi con cui la cooperazione in materia di lotta alla frode fiscale risulta difficile, Houlette ha citato "la Russia, il Qatar e (l'isola) Mauritius". Prima di aggiungere: "la Svizzera non è uno Stato con cui cooperiamo con facilità".

"Ho in mente due dossier", ha detto a proposito della Confederazione citando, senza dare maggiori informazioni, un incarto che dal 2014 risulta sospeso a causa della difficile cooperazione con Berna. Le richieste non hanno "dato risultati" e la procuratrice ha dunque deciso di aprire un'inchiesta giudiziaria nella speranza di convincere la Svizzera a collaborare.

L'Ufficio federale di giustizia (UFG) si dice "sorpreso di tali rimproveri" e riguardo ai procedimenti citati ha detto all'ats di "non poter per ora dare maggiori informazioni".

Houlette ha inoltre fatto riferimento alle difficoltà degli investigatori nei casi che coinvolgono autori di frodi particolarmente ricchi, sostenuti da avvocati "estremamente specializzati" e "competenti", che utilizzano "tutti i mezzi procedurali possibili", generando - secondo lei - una "quasi paralisi" della giustizia.

sda-ats

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