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Garanto, il sindacato del personale delle dogane e delle Guardie di confine, si rivolge al consigliere federale Ueli Maurer chiedendo "trasparenza e informazione" su quanto accade in Ticino in merito a migranti e richiedenti asilo.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Garanto, il sindacato del personale delle dogane e delle Guardie di confine, si rivolge al consigliere federale Ueli Maurer chiedendo "trasparenza e informazione" su quanto accade in Ticino in merito a migranti e richiedenti asilo.

Da alcune settimane ormai - afferma il sindacato - i media svizzeri si interrogano su quanto accade al confine sud, viste le pesanti accuse che politici e ONG rivolgono alle guardie di confine in servizio.

L'opinione pubblica prende atto che il numero delle guardie di pattuglia è aumentato e che i clandestini respinti non possono passare il confine ma restano alla stazione ferroviaria di Como. Alle guardie - rileva ancora Garanto - viene rimproverato di non applicare la legge e di impedire ai rifugiati di chiedere asilo. In sostanza, si rimprovera loro di decidere arbitrariamente chi può farlo.

"Queste accuse sono gravi e Garanto si sarebbe aspettato che i responsabili fornissero una comunicazione trasparente e aperta sull'operato delle guardie".

Mentre altri Paesi informano chiaramente il pubblico sui rinforzi decisi lungo determinati tratti di confine, "i nostri responsabili a livello federale se ne fanno un baffo lasciando alle guardie in servizio in Ticino l'ingrato compito di subirne le conseguenze".

Garanto chiede quindi a Maurer di "garantire finalmente maggiore trasparenza" e di "sostenere il lavoro delle guardie e spiegare al pubblico in cosa consiste il loro compito".

Inoltre afferma di appoggiare la richiesta dell'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati che chiede di fornire al Corpo delle guardie maggiori aiuti a livello di interpreti nei contatti con i migranti in entrata.

sda-ats

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