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Nuovo capitolo nella campagna del Times di Rupert Murdoch contro Tony Blair.

Stavolta l'ex premier laburista è accusato di aver aiutato - nella sua veste di consulente super pagato - "il regime del Kazakhstan" a promuovere gli investimenti petroliferi in un'area del Paese ex sovietico dell'Asia centrale in cui la polizia locale aveva represso nel sangue una protesta di lavoratori del petrolio.

L'ex vate del 'New Labour' - scrive il Times - ha firmato nel 2014 un accordo di consulenza, a nome dalla sua società, la Tony Blair Associates (Tba), con le autorità locali di Mangystau, regione kazaka fra le più ricche di petrolio. Obiettivo, sempre secondo il giornale britannico, contribuire a una campagna di promozione degli investimenti internazionali nella zona, ma anche a diffondere sui media una versione gradita al potere locale delle condizione di lavoro dopo le proteste del 2011 sfociate nell'area in scontri di piazza, in sparatorie della polizia e nella morte di almeno "14 lavoratori".

Blair, ripetutamente chiamato in causa dalla stampa per le lucrose attività di consulenza sue e di sua moglie Cherie e per presunti conti offshore, risulta aver già incassato milioni di sterline per l'assistenza fornita dalla Tba all'inamovibile presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbaiev: aiutato sulla carta a delineare "riforme politiche" che i contestatori giudicano di pura facciata, ma in realtà secondo molti solo a garantirsi una campagna di pubbliche relazioni favorevole in Occidente.

sda-ats

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