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Iniziato lo scorso ottobre, il processo del 42enne Fabrice A. dovrà riprendere da zero.

Keystone/EPA/MARCIN BIELECKI

(sda-ats)

La commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) istituita dal Gran Consiglio ginevrino per chiarire le disfunzioni che hanno contribuito alla morte della socioterapeuta Adeline nel settembre 2013 non presenterà il proprio rapporto come annunciato in gennaio.

Si tratta del quarto rinvio.

La stesura del rapporto è più lunga del previsto a causa della "importante quantità di documenti e di informazioni riunite dalla commissione", spiega oggi il presidente della CPI, il deputato MCG Jean-Marie Voumard.

Il rapporto della commissione istituita nella primavera del 2015 era stato annunciato in un primo tempo per il 30 ottobre 2015, poi rinviato a fine giugno 2016, settembre 2016 e, infine, a gennaio 2017.

Alla commissione, composta di quindici membri, è stata affidato più particolarmente il compito di completare i tre rapporti già stesi sull'assassinio di Adeline, nonché di risolverne le contraddizioni.

La socioterapeuta era stata uccisa nel quadro di un'uscita volta a favorire il reinserimento sociale del detenuto Fabrice A., condannato a vent'anni di reclusione per due stupri.

Iniziato lo scorso ottobre, il processo del 42enne dovrà riprendere da zero. Dieci giorni fa, la Camera penale di ricorso di Ginevra ha accettato la richiesta dell'imputato di ricusare tutti i giudici del Tribunale criminale davanti al quale si era svolto il dibattimento.

SDA-ATS