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GE: polizia ginevrina inasprisce movimento di protesta (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Il personale della polizia cantonale ginevrina, che contesta una direttiva del Consiglio dei Stato sugli orari di lavoro, ha deciso ieri sera di inasprire il suo movimento di protesta.

Dopo aver boicottato corsi di formazione continua e chiesto agli ispettori di astenersi dal portare la cravatta in occasione delle visite di ospiti della Ginevra internazionale, l'Unione del personale del corpo di polizia (UPCP) ha preso all'unanimità tre nuove misure.

Innanzitutto il personale non sarà più raggiungibile al di fuori delle ore di lavoro o di picchetto compensate. Inoltre i volontari, che garantiscono gratuitamente le formazioni continue degli agenti, sospenderanno la loro partecipazione. Infine, i poliziotti si esprimeranno soltanto in francese e per le traduzioni ricorreranno a traduttori esterni rimunerati.

Tali decisioni entreranno in vigore già a partire da lunedì prossimo. L'UPCP esige nuovamente la revoca della nuova regolamentazione e chiede al capo del Dipartimento cantonale della sicurezza e dell'economia, Pierre Maudet, l'apertura di trattative al riguardo. In caso contrario, l'UPCP prevede altre azioni, che interesseranno "l'ambiente diplomatico e il settore aeroportuale".

Al centro del conflitto che oppone gli agenti al Dipartimento della sicurezza vi è una direttiva, entrata in vigore il 15 ottobre scorso, che instaura orari "à la carte", senza compensazione, e su chiamata anche durante i giorni di congedo.

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SDA-ATS